Sew with your heart and with your mind – Cucire con il cuore e con la testa

Sewing Princess - Aime comme Material Girl FrontIf you are here reading this post…it’s quite likely because you love sewing…possibly as much as I do…I get so much satisfaction out of making my own clothes (ok frustration too when things don’t turn out well).

When we sew a garment we make it with our heart.

We could talk endlessly about it…and the sewing community is a great place to do that!
The sewing community has grown so much in the past few years…it fuels our love for sewing, it is rewarding, welcoming and rarely judgmental.

Thanks to our lovely sewing community we discover new patterns…our next love…our new obsession…

Thanks to this thriving sewing community, new indie designers pop up regularly…new patterns…new blog tours…new raving reviews…all of this makes our love for sewing grow even bigger…and just like love, it sometimes gets to our head…who hasn’t rushed to buy the latest cool pattern or fabric? Who hasn’t felt the urge to support a fellow blogger turned designer, despite having already enough patterns to make? I certainly have several times.

Se leggi questo articolo…probabilmente sei innamorata del cucito…forse quanto me…Cucire i miei abiti mi da’ tanta soddisfazione (ok anche frustrazione quando le cose non vengono bene).

Quando cuciamo un capo ci mettiamo tutto il nostro cuore.

Potremmo parlarne all’infinito…e la comunità del cucito è un posto fantastico per farlo! Si è sviluppata tantissimo negli ultimi anni…alimenta il nostro amore per il cucito, è gratificante, ci accoglie a braccia aperte e raramente è severa.

Grazie alla fantastica comunità del cucito, scopriamo nuovi cartamodelli…il nostro nuovo amore…la nostra nuova ossessione…

Grazie a questa fiorente comunità del cucito, saltan fuori nuovi designer indipendenti regolarmente…nuovi cartamodelli…nuovi tour sui blog…nuove recensioni estatiche…tutto questo fa sì che il nostro amore per il cucito dienti sembre più grande…e come in amore, a volte ci dà alla testa…chi non è mai corso a comprare l´ultimo cartamodello o stoffa alla moda? Chi non ha sentito la necessità di sostenere una blogger diventata designer, nonostante abbiamo già abbastanza cartamodelli da cucire? Io sicuramente l’ho fatto.
Sewing Princess - Aime comme Material Girl BackBut following our heart doesn’t mean we should lose our mind, right?

When somebody compares an indie designer pattern to existing ones  from other books/magazines and finds out they are 99.9% the same* (Part 1, Part 2 and Part 3 and a recap)… you start wondering if your love no longer allows you to judge with your mind.

When you start raving for the next new indie pattern without even realizing it’s a very similar design to mainstream patterns (which incidentally you’ve been criticizing a few times)… you start wondering if you lost your sensible mind.

When you don’t question whether a designer has enough patternmaking experience and  our money will be well spent… you start wondering whether sewing has become more about fashion than about substance.

When you go ahead and buy yet another pattern…without even thinking if you could slightly modify one you already have… you start wondering if you lost your sensible mind.

When you feel ashamed give suggestions or even politely criticize fellow bloggers and designers…yes, you may wonder if this kind of love is actually positive.

Sorry for writing all this and thanks for reading this far…I wanted to share my current thoughts…and ask: Have you ever felt your heart ‘ate’ your mind?

*posts are written in French but I hope the drawings are self-explanatory…google translate can also come in handy ;o)

Ma seguire il nostro cuore non vuol dire perdere la testa, vero?

Quando qualcuno compara i cartamodelli di un designer indipendente con quelli presi da un libro o da una rivista e scopre che sono praticamente identici (Parte 1, Parte 2 and Parte 3 e un riassunto)… ti comincie a chiedere se il tuo amore non ti consente più di giudicare con la testa.

Quando impazzisci per il prossimo nuovo cartamodello indipendente senza neanche renderti conto che è molto simile a quello delle riviste (che magari hai anche criticato qualche volta)… cominci a chiederti se non hai perso la capacità di giudizio.

Quando non ti fai domande sull´esperienza in modellistica di un designer e non ti chiedi se i tuoi soldi saranno ben spesi… cominci a chiederti se il cucito sia diventato più un fenomeno di moda e si sia persa la sostanza.

Quando compri l´ennesimo cartamodello…senza neanche pensare se potresti modificare leggermente uno che hai già… ti chiedi se hai perso la capacità di giudizio.

Quando ti vergogni di dare suggerimenti o anche criticare cortesemente altri blogger e designer…sì, potresti chiederti se questo tipo di amore sia poi così positivo.

Scusatemi per aver scritto tutto questo e grazie per aver letto fino a qui… volevo condividere quello che mi passa attualmente per la testa…e chiedervi: Avete mai avuto l´impressione che il vostro cuore si sia ´mangiato´ la vostra testa?

*gli articoli sono scritti in francese ma spero che i disegni siano sufficienti…altrimenti potreste provare con google translate.

Aux lectrices francophones: vous pouvez ainsi commenter en français, si vous préférez. Je lirais vos commentaires avec un grand plaisir.
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49 thoughts on “Sew with your heart and with your mind – Cucire con il cuore e con la testa

  1. Mi fa piacere che tu abbia deciso di condividere i tuoi pensieri 🙂
    Avevo già letto i blog francesi che ne parlano e ci penso da po’. Tutta questa faccenda mi ha lasciato l’amaro in bocca e anche molta tristezza.
    Io sono una di quelle che ha letteralmente perso la testa per le sue stoffe e ho anche qualche suo modello. Userò sicuramente le stoffe che ho già acquistato (e le porterò perché mi piacciono davvero), continuerò ad usare i cartamodelli che ho già e molto probabilmente ci scriverò dei post, ma non so se acquisterò altro da lei. Sono nuova nel mondo del cucito, però è vero, il cucito sta diventando una moda e c’è sempre qualcuno che se ne approfitta. Però dai propri sbagli si è sempre in tempo ad imparare. Infatti questa storia mi fa fatto riflettere e mi ha ricordato che posso sempre cambiare e posso tornare ad essere un po’ più attenta. È ciò che ho deciso di fare d’ora in poi anche se so che non sarà facile.
    Scusa se mi sono dilungata tanto (e avrei ancora altro da scrivere…) e lasciami dire che quella maglietta a cuori è davvero bella, la stoffa coi cuori è stupenda! 😉

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    1. Tiz, grazie mille per il tuo commento. Non lo trovo affatto lungo e mi fa davvero piacere leggere le tue riflessioni. Lasciare l´amaro in bocca e’ davvero una definizione calzante. Le stoffe e i modelli sono belli…io sono letteralmente impazzita per il Mix….e mi e’ dispiaciuto scoprire che e’ una copia del libro di Burda. Mi dispiace perche’ ad Abilmente ho presentato con tanto entusiasmo proprio quei cartamodelli.
      A parte il caso specifico, da tempo notavo come ci sia un po’ troppa facilita’ nel dichiararsi creatori di cartamodelli e soprattutto farlo diventare un business!
      Per me la lezione sara’…dar voce alle mie perplessita’ quando ne avro’, essere piu’ consapevole…
      …pensa che la stoffa a cuori non mi piaceva affatto…poi sia dalle foto che quando la metto fa un bell’effetto…a volte bisogna lanciarsi!
      Grazie ancora!

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  2. I have definitely felt this in the past but I am trying to change Things. I am definitely more cynical (if that is the right word) about new indie patterns. If i have had a good experience with that designer personally then great, but a lot of new designers just don’t have the training in pattern making. And I have seen a few People talking about patterns that are copies recently.

    So I am planning to spend my limited sewing time and money more sensibly – using fabric I have and reusing patterns I have already made (and done the fitting work on). and thinking if I can hack patterns I have fitted into the styles I want to make.

    Good post!

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    1. I like cynical! When I started sewing I was determined to draft my own patterns as I thought drafting from your own measurements would certainly lead to a better fit.

      Bought several books, took classes and learned the basics…then I got lazy…making more complex styles is not that easy and if someone already did the work for you…it’s quite convenient.

      Now I am trying to go back to doing what you suggest…hack what I already have…surely it will save me some fitting time! I am happy to know I am not alone…the more the merrier!

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  3. Molto interessante questo post …. Io sono una fanatica del cucito creativo e certe volte mi lascio trasportare dall’emozione e faccio acquisti compulsivi e poco razionali!!! Comprare stoffe, libri, cartamodelli e chi più ne ha più ne metta mi piace un sacco, mi rende proprio felice, mi rilassa!!! Certo però bisogna stare all’occhio e non seguire solo l’impulso! Bisognerebbe comprare meno e badare di piu’ alla qualita’. Non sempre ci riesco però. … pensa che ancora mi ostino a comprare la rivista Cucito creativo (che costa 6 euro!) perchè mi illudo di trovarci chissà cosa, per poi rimanere sistematicamente molto ma molto delusa per il bassissimo livello dei progetti proposti!! La comunità del cucito online, secondo me, ha molti aspetti positivi e ci permette di condividere conoscenze e passione… e non è poca cosa! Come in tutti gli ambiti, anche nel nostro c’è chi fa il furbetto …. basta starne alla larga. Ciao e scusa per questo luuuunghissimo commento 😉

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  4. Madre mía Silvia, había oído hablar de los patrones idénticos pero los diseños de telas también tienen lo suyo.
    Un profesor me dijo una vez que para hacer buenos diseños hay que ver muchos trabajos de otras personas para inspirarnos, pero lo de copiar, me parece un poco fuerte y más hoy en día que, gracias a la informática que nos facilita el trabajo de diseño, también nos permite encontrar “la fuente” con rapidez.

    Por otro lado, conforme avanzamos en costura invertimos en mejores telas, y somos más exigentes con los patrones que queremos coser. Para mi es fundamental que un patrón tenga buenas instrucciones y que necesite pocos retoques.
    No comprar un patrón que sea una repetición dependerá de nuestra memoria, el diseño de las telas….. ¿un poco más complicado?

    Enhorabuena por el post.

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    1. Es verdad Mari Cruz…con internet es muy fácil y por eso aluciné cuando me di cuenta del patrón igualito al de Burda Sewing Vintage Modern. Leo muchos blogs, tengo libros pero no ese…así que nunca caí. E incluso cosí y presenté ese mismo patrón en la feria! Suerte que los de Burda que estaban al lado no se dieron cuenta ;o)

      En el sector de la moda copiar es lo normal…me lo contaba incluso mi profe…pero quizás cuando te entra la duda de que quien lo hizo a lo mejor no domina el tema del patronaje, pues te preguntas si no sería más fácil y barato volver a hacerte los patrones tu misma.

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  5. Dalla mia esperienza di neofita del cucito posso dire che sì, se mi facessi prendere dal cuore, probabilmente avrei già comprato tutto quello che c’è in giro, ma poi la testa tira il freno a mano e non compro niente o meglio, se compro, è solo dopo mesi di riflessioni e valutazioni! Il lavoro che c’è dietro alla creazione di un cartamodello è un lavoro luuuungo come fare un puzzle da 10000 pezzi senza foto iniziale; è chiaro che gli spunti li prendi attorno a te, dalla strada, dall’alta moda, ma devi essere in grado di svilupparli da sola, con le tue capacità, senza sotterfugi, altrimenti perdi la credibilità che avevi acquisito. Grazie per il bel post Silvia!

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    1. Eh, si’ ho partorito! In realta’ avevo in testa alcune delle riflessioni da tempo. Come dice Esther nel suo commento anche io mi chiedo da tempo come si possa impazzire e soprattutto pagare un cartamodello che e’ una maglietta a girocollo…e l´assenza quasi totale di critiche e’ quella che mi preoccupa di piu’. Comunque fai bene a riflettere sugli acquisti! Il mio problema e´ che rifletto a lungo e poi ad un certo punto mi butto in spese folli! Grazie ancora per il tuo commento!

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  6. Aw, Sylvia…I can sense your discomfort with this very unfortunate situation. I’ve only just read a bit about it on a fellow Canadian sewer’s blog.

    There is, and always will be, dishonesty in the world. We use discernment as best we can, but there may occasions when we feel misguided, mistreated, cheated, or worse. For the most part, the online sewing community has great integrity and heart, and I think if this hopefully very rare occurrence causes us to close our hearts and make decisions based only on our minds, we will potentially experience greater losses and missed opportunities. We can’t always get it exactly right, but I will continue being guided by both my heart and my mind. {Hope that makes sense to you.} AND, it was so lovely to have met you in person…a happy result of heart/mind choice.

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    1. Hi Sue! thanks for your comment. I second totally what you say…a combination of both will be very helpful. I also hope there will not be many more occurrences like that…or that at least we will all become more vigilant.
      I was also very happy and excited to meet you…both my heart and my mind told me it was the right thing to do!

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  7. I completely agree with you. I have never bought an indie pattern yet. I have only sewn for three years and feel more comfortable with magazine patterns, as with them I can always choose the same size and do the same alterations. But I am a blogger reader and often I have wondered why people become like crazy about a basic pattern like a kimono sleeve top, or whatever, of which I have several in my collection of three years’ Burdas.

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    1. I also started out with magazines. I grew up with Burda around the house so when I took the plunge I bought a couple of their individual patterns. I later discovered indies (mainly Colette Patterns and later Sewaholic) and fell in love with their packaging and detailed instructions (when you live outside the US Big 4 patterns are not easy to find and are just as expensive). They thought me a lot…and I am immensely greatful.But then when the market boomed and styles became more and more basic, blog craziness developed…that’s when I started questioning the whole thing. Thanks so much for sharing your thoughts!

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  8. L’argomento sotteso alle tue bellissime riflessioni è molto delicato… non conosco bene la diatriba, ne ho letto appena uno stralcio, ma so quanto faccia male la caduta di un “mito”.
    In generale, parlando di abbigliamento, ci sono delle “tendenze” di stile / moda a cui, pur volendo personalizzare al massimo, non riusciamo proprio a sottrarci, e che cerchiamo di combinare con gusti, personalità e fisicità di ciascuno (parlo di cartamodelli di vestiario, chiaramente): la sensazione di deja-vu è dietro l’angolo, così come quelle che in gergo noi chiamiamo “coincidenze creative”… poi ciascuno fa i suoi conti.

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    1. Ciao Serena! Effettivamente la moda e’ piena di ‘coincidenze creative’…quello che mi e’ dispiaciuto di piu’ in tutta questa storia e’ (indipendentemente dal caso specifico) aver avuto la conferma che ci sia un bel po’ di ‘fuffa’ e che le stesse pulsioni per cercare il capo alla moda, l’ultima tendenza si ricreino anche tra coloro che si erano date al cucito per creare qualcosa di unico… Chiaramente non voglio fare di tutta l’erba un fascio (vedi le stoffe che ho trovato grazie a te!). Ma comunque ti fa riflettere! Grazie mille!

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  9. I completely agree with you. I sew with Burda or Simplicity magazine patterns, sewing always with the same companies makes it much easier to know which size to choose and which alterations to have.
    I feel surprised whenever I read sewing bloggers enthusiastic about a new indie pattern which seems very basic and very expensive to me, and always similar to some I already have. However, I could not suspect lack of originality or dishonesty could go this far.

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    1. Personally I use a combination of patterns. With Burda I had mixed results…as if the sizing change from pattern to pattern. With regards to Simplicity, Vogue, etc. once I understood I had to go two sizes down I’ve had nice results. Thanks for sharing your thoughts!

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  10. I’m going to have a look at the posts you linked. At the end of last year there was another controversy with patterns being very VERY similar (see Spit up and Stilettos vs Salme).
    I have bought a few indies, but only a few that had interesting details. I will never get the rave over a knit top/dress and I will probably never buy a knit top pattern, especially since there are a few good ones available for free (Plantain, Tonic).
    That being said, I did lose my head, but I lost it over boys in high school. Ok, I lost it a few times when I was older too 🙂

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    1. Hi Geo! I actually found out about the previous controversy only in the past weeks. I hope in the future there will be more openness about these issues.
      Let’s not even talk about the boys and men I lost my head for ;o) oh love! It’s a great feeling!

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  11. I found this really interesting. I sew commercial, magazine, book & indie patterns. There are a few indies that fit me well so I have no issue with sewing up their patterns. These days if I see something that interests me, I spend plenty of time combing through all pattern companies, books etc to undercover as many variations on the theme as possible before deciding what I will buy. Sometimes the indie wins… other times not. I’ve sewn a lot more commercial patterns (Big 4) in recent times as they are on sale much more often than they used to be.

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    1. Lizzie, thanks for stopping by! I know you mix patterns quite a lot. You have a wise approach, I keep on planning to photocopy all pattern lists from magazines and circle those I am interested in making. Sometimes it takes so long to go through all of them. I have been loving indies for detailed instructions they provide. I find them a great learning opportunity. Unfortunately those great sales are country-dependent and shipping charges sometimes make it so expensive it doesn’t add up in the end…especially if you want to be sensible and just buy one pattern! Having said that I was super happy to buy my first Style Arc pattern as I used it already to make 4 garments!

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  12. This is so not cool. As you rightly say the online sewing community is a great place to meet like minded folk both online and IRL. I’ve found it encouraging that this community has also created an environment for small, independent designers to launch successful business and flourish. Without this community they may not have had that opportunity. It’s all the more saddening when a case like this comes to light because it casts a dim light over the proceedings. I’ll be honest, I’ve come across it with some indie children’s pattern designers where their patterns appear to be a straight lift from a Japanese pattern book.
    However, there are some good designers out there who are being truly innovative, both in design and drafting…so let’s not throw the baby out with the bathwater, just vote with our purses and not support such designers.

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    1. I like your conclusion, Evie. Moderation is key (don’t I sound like a very sensible person???). When I first started sewing it was refreshing for me to see indie patterns, I welcomed that with open arms. And it certainly provided a job for many people…but I guess as in every business areas you can’t expect all to be top-notch professionals, i.e. there are good and bad doctors, developers, carpenters…you name it.
      IRL meet-ups are the best!

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      1. Very true…I think we’d just hoped that it wouldn’t spill over into sewing because in general sewists are really lovely folk. And yes…IRL meet-ups are definitely the best! 😉

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  13. I’ve just found your blog, and what a refreshingly-intelligent one it is. You display an admirably calm and balanced response to a problem that I’ve been seeing in the SBC (sewing bloggers community) for some time.

    I am cynical and blunt, and I get angry. I’ve been sewing for myself and others for over 50 years, and have been never seen as much substandard and inconsistent pattern drafting, *and* blatant copying of actual patterns, as in the past few years.

    I despair over the never-ending stream of boring, basic expensive Indie patterns with mediocre drafts and given impossibly-imaginative names. I wince at the almost-universally terrible drafting of armholes and sleeves by bloggers-turned-designers-turned pattern drafters. I cringe at the ill-finished, badly-fitting garments displayed by the poor saps who ‘fell’ for the marketing.

    Being known in my village as ‘that woman who sews’, I’ve had several younger women knock on my door asking for help with a project which they started with such high hopes. It should have been a successful learning process, had they started with a half-decent pattern. I’m happy to say that I’ve ‘converted’ some of them to using more reliable, consistent pattern brands, and I now keep a stock of easy-read instructional books to loan out to beginners who feel they need the ‘hand-holding’ type of comprehensive instructions which are a feature of many Indie patterns.

    Yet the marketing machine rolls on, and newcomers to the sewing ‘scene’ are suckered in. Sadly, I wonder how many of them will remain, after the novelty wears off, and the reality of ill-fitting, uncomfortable garments sets in?

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    1. Sheena, I am very happy you found me! You have a remarkable experience and since I started blogging I am hoping to come by people like you. It’s so great people can knock on your door.
      I have been sewing garments for 5/6 years now. At the beginning it was magazines as it’s was the easiest thing to come by and I also took sewing classes which included drafting patterns from scratch. When I saw the first indies, I assumed they were all professionally qualified. Indeed many of them are, but recently you see people with mixed backgrounds. For me it’s not an issue if you share a pattern for free and it’s not 100% perfect. Once you create a business on it you would expect a high degree of quality. For example, you could have your designs checked by a more qualified patternmaker.
      As a beginner and even later (at least that was my case), you don’t realize that some patterns are not of great quality…indeed the pretty packaging, detailed instructions, positive reviews help selling you those…it’s only later you develop a more critical stance!

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  14. Very good thoughts! Thanks for sharing!
    I don’t have the big budget to buy all the new indie patterns so I try to examine what I have and see how close certain looks are to what I already have. If I’ve got a TNT pattern it;s easier to make adjustments than start from scratch. I do think a lot of really simple shapes are coming out right now.

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    1. Thanks for your comment! I like your approach…a lot of us start sewing to avoid mass consumption so you would expect we would try not to fall into that trap again ;o) (My weakness has been fabric even more than patterns!) It´s pointless to reinvent the ´fitting´ wheel every time…especially as our sewing time is often quite limited, too.

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  15. Great post! I’m always surprised at the amount of gushing at new Indie releases and conformity to all make the same thing that goes on with bloggers. It seems many of them are all making the same patterns at the same time, which is actually quite dull for a blog reader. But most of those Indie patterns have already been done by the Big 4 so I really don’t understand all the fuss they make. A basic sweatshirt, a basic tank top, a basic button down shirt, basic sweatpants , yadda yadda yadda

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    1. Thanks for adding your thoughts, Justine! I thought the same on blog tours until recently when I saw some for Compagnie M patterns and was ecstatic about a lot of the makes. I also loved the fact that it allowed me to discover new blogs. So, now my opinions on that are not as clear ;o) I feel some are drawn to the clarity of explanations also on basic styles…indeed it can be helpful but then again Big 4 are not that bad either. Sometimes I feel it´s also the ´trendy´ effect, even opportunities for self-promotion

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  16. Ciao Silvia,
    bel post…l’argomento è molto interessante! Purtroppo il plagio è una piaga in ogni campo e soprattutto negli argomenti “di moda”, come può essere in questo momento il cucito. Sono assolutamente contraria alla copia fine a se stessa e non ne capisco neanche il senso… certo può portare al successo più facilmente, ma a lungo termine non funziona, oltre a non essere di stimolo per sé stessi. Personalmente non sarei per niente soddisfatta, “creativamente” parlando, di un prodotto copiato. D’altro canto è difficile trovare idee completamente innovative, visto che ormai è stato inventato di tutto. Ne so qualcosa perché avendo studiato come designer, all’università siamo impazziti per trovare dei progetti o disegnare dei prodotti nuovi. E questo vale nel cucito, nella moda, nel design, nell’arte…in ogni cosa. Più che altro, a mio parere, si tratta di trovare una combinazione innovativa di elementi che porta alla creazione di un prodotto diverso e di trovare delle ispirazioni, non qualcosa da cui copiare palesemente.

    Finora io ho utilizzato per lo più cartamodelli di designer indipendenti. Ho iniziato con questi perché per i principianti sono di enorme aiuto rispetto alle riviste o ai libri. Sono molto più chiari e le istruzioni cartacee e i tutorial online sono preziosissimi per chi non sa da che parte iniziare. Penso che sia una rivoluzione rispetto al precedente metodo classico delle riviste e dei libri. Personalmente non me la sento quindi di condannare tutti i designer di cartamodelli indipendenti. È vero, magari non avranno un’esperienza di modellistica da anni, ma sinceramente i modelli che trovo sulle riviste per la maggior parte non mi piacciono, mentre quelli delle designer indipendenti sono molto più adatti al mio stile, oltre che a essere molto più chiari (parlo sempre da principiante). Probabilmente migliorando le mie competenze sentirò la necessità di “evolvermi” e passare ai classici cartamodelli Burda o alle riviste, visto che conosco già le tecniche base, ma, ripeto, per chi inizia da zero i cartamodelli indie sono una fonte preziosa.

    Purtroppo alcune volte mi faccio prendere dal cuore e dall’acquisto compulsivo e mi ritrovo a comprare cartamodelli che non fanno per me…ne ho qualcuno in libreria, chissà se mai li realizzerò! Ma sto lavorando per capire cosa fa per me e cosa no e per migliorare la qualità dei miei acquisti!

    Grazie mille per il tuo articolo, veramente utile come spunto di riflessione!
    A presto! 🙂 Martina

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    1. Sicuramente tu ne sai qualcosa! E´ difficile avere sempre l´ispirazione innovativa. Il blocco creativo e’ sempre in agguato secondo me. Il mio post non voleva essere una sfida designer indipendenti e mainstream. Io cucio da 5 anni e anche per me le istruzioni chiarissime, i sew along e anche il bel packaging sono stati la “manna dal cielo”. Quindi secondo me non si puo´ fare di tutta l’erba un fascio. Quello che pero’ ho visto emergere negli ultimi 2 anni e’ una certa ´faciloneria´ (ripeto, non voglio generalizzare ne´ tantomeno condannare tutti, non e´ il mio intento e non ci credo neanche) e in generale, da parte di molti di noi, l´incapacita´ di criticare i designer indipendenti come invece avviene per i cartamodelli mainstream. Quindi credo che la mia conclusione sia…ognuno sceglie quello che vuole in base alle proprie preferenze, uno non esclude l´altro, ma cerchiamo di essere piu´ onesti intellettualmente 😉 Grazie ancora Martina!

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      1. Sono pienamente d’accordo, Silvia! L’onesta intellettuale è fondamentale, sia per chi produce, sia per chi utilizza il prodotto e deve eventualmente criticare…vale sempre la pena esprimere la propria opinione!
        Complimenti ancora per il post, è stato davvero molto interessante leggere la tua opinione e anche quella di chi ha commentato!
        A presto! un abbraccio, Martina

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  17. Ho letto il tuo articolo appena l’hai pubblicato ma ci ho messo un po’ a rispondere.. Non sapevo di questo caso di plagio e sono contenta che tu ne abbia parlato e l’abbia fatto emergere. Ho sempre pensato che i suoi modelli, così come quelli di altri designer, non fossero davvero originali. Basta guardarsi un po’ in giro, osservare la moda, alcune riviste e le linee per rendersene conto. Nulla nasce dal caso, l’arte è estrapolazione ed elevazione di un particolare della realtà che ci circonda!
    Ricordo ancora i racconti di mia mamma, all’epoca in cui lavorava come modellista per una nota marca italiana, che guardava infinite riviste internazionali di moda per creare le nuove linee della stagione seguente. Quindi la cosa non mi ha sconvolta più di tanto. Quello che sicuramente condanno è l’aver fatto passare come propri modelli quelli di qualcun altro! Prendendo a piè pari i pattern di altri e l’averci fatto sopra un un business.

    Ho appena comprato un pattern francese (pagandolo non poco!), a questo punto potrei pensare che anche questo non sia del tutto originale, ma mi piaceva un sacco, gli facevo il filo da tempo e quando è tornato online l’ho fatto mio. Certo, a pensarci bene, avrei potuto crearmelo da me modificando un altro modello, ma non avevo tempo per farlo. Ecco, alcune volte penso sia anche questo il punto. Preferire una cosa bella già pronta piuttosto che avere lo sbattimento di mettersi lì e creare una cosa propria quasi dal nulla. Anche se quest’ultima opzione regala molte più soddisfazioni! 😉

    Lascia comunque che ti ringrazi per questo articolo, che fa muovere un po’ di più i nostri cervelletti avvolte un po’ troppo assopiti! Grazie! 😉

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    1. Ciao! Scusa se rispondo solo ora. Che bello che tua mamma lavorasse come modellista. Deve essere stato interessante crescere in quell’ambiente…anche se immagino non tutto fosse roseo e fosse anche faticoso! Compro anche io i cartamodelli spesso pur rendendomi conto di poterli fare da sola…a volte sono mossa da sentimenti altruistici: pagare le persone per il proprio lavoro e l’idea…altre volte sono molto più terra terra… mossa da semplice pigrizia…come dici anche tu…anche poter seguire istruzioni dettagliate passo passo senza pensare è un vantaggio e si impara anche! Sono curiosa di vedere quale cartamodello realizzerai! Grazie ancora per aver partecipato alla discussione

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  18. I find your emotional approach very interesting and tactful, unlike the original post series (mind my limited french) that stroke me as a bit bitter and not exactly the good kind of bitter. I cannot hijack your blog right now and express with proper argumentation my opinion on the starting point – the Aime comme debacle thing. I think I’ll write my own post on the subject. Having said that I’d like to thank you for publishing this – because of obvious language barriers the french “blogo” is quite hard for me to follow. I do not know why this kind of post always turns into a big pattern company vs indie debate. They are different things for different people with different needs/desires/expectations.

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    1. Thanks Sasha! Sorry for the late reply. Tackling the topic has not been easy…there are thousands of different ways you can approach it, but I didn’t want to write a text full of incoherent ramblings. When reading some of the French posts it was very hard to follow what they were trying to say…despite the fact that I do understand the language! With due exceptions, French somehow lends itself to being very convoluted (Italian does too).
      Going back to the ‘main’ topic…I do agree with you it’s not a war between big pattern companies and indies especially because these days those big pattern companies are not so big anymore. Even some magazines that seem run by a huge publishing house…are actually a handful of employees with many contractors. Personally I love and use them both, I choose one or the other depending on what I want to make or whether I can reuse a pattern I already traced and fitted. So, I find it rather amusing when somebody makes a point out of using only one or the other. It’s a bit like the turf war in the quilting world between modern and traditional quilters 😉
      I look forward to reading your post if you get a chance to write it.

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  19. I think, in the end, we can only wear and own so many clothes. I cleaned out my wardrobe recently. I got rid of everything that no longer brought me joy, for what ever reason. Then I went to my sewing room; a file drawer full of patterns (many different companies) and stacks of fabric, and I thought, “Really? Are you really going to make every pattern and use all this cloth for clothes for yourself? And if you do get that productive, will they be worth keeping?” So I’m not buying anymore. I’m not buying patterns (anyone’s), I’m not buying fabric and I’m not buying ready made clothing.
    You’re right, The heart does eat the sensible mind.

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    1. Oh Mary, that’s a very sensible and bold approach. Over Christmas I did finally tidied up my stash and I put myself back on the buying ban. I am keeping my fingers crossed I will stick to it! Last year I started out well then was weak when travelling!

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  20. Ciao Silvia, ho letto e riletto il tuo post e sono stata un po’ titubante nel lasciare un commento. Come dici tu a volte vince l’imbarazzo nel commentare o dare consigli, ma se non ci fossero persone che consigliano o esprimono la propria opinione sincera,(a discapito di risultare saccenti e antipatiche) sarebbe solo una presa in giro.
    Condivido pienamente la tua opinione, come dice Martina_Ladulsatina al giorno d’oggi è davvero difficile inventare qualcosa di nuovo. Soprattutto nel campo della moda. Comunque è una delusione sapere che ci sono persone che approfittano del lavoro altrui per trovare la strada più semplice. Però come vedi tutti i nodi vengono al pettine.
    Grazie per aver condiviso con noi i tuoi pensieri.
    Buona giornata. Ilaria.

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    1. Ilaria, sono contenta che tu abbia lasciato un commento. Qui da me non ti devi sentire in imbarazzo a criticare, dare consigli. Anche se a volte non ci fa piacere quando qualcuno vedendo il risultato del nostro lavoro ci dice…non mi piace (mi capita in casa!) forse è meglio saperlo! E’ ovvio che quando cominci a cucire non verranno fuori dei capi perfetti quindi è anche utile incoraggiare le persone, ma al tempo stesso far notare i problemi aiuta ad imparare.
      Quando ho cominciato a scrivere il blog non mi ero resa conto la critica fosse così assente…è solo con il passare del tempo che mi sono insospettita 😉 Ed è vero che anche io non lascio praticamente mai critiche costruttive. Mi sono sempre chiesta se il fatto che il mondo del cucito sia fatto principalmente da donne, abituate a far commenti del tipo “ti sta bene” non sia la causa di questo atteggiamento…in altri ambiti della blogosfera i commenti feroci sono la norma!
      Insomma…ho divagato un po’…sarebbe un discorso lungo.
      Ti ringrazio ancora per le tue riflessioni!

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  21. Ciao Silvia, il tuo post ha di sicuro fatto breccia e aiutato tutte noi a fermarci a pensare un po’. Il cucito creativo e’ qualcosa che sta tornando molto in auge, e questo l’hanno capito sia le big 4, che Burda, che gli indie designers, che i produttori e rivenditori di stoffe ed accessori. E’ un campo in espansione e come tale tutti ci vedono una possibilita’ di guadagno. Il product placement c’e anche nella sewing community, anche se non sempre ce ne rendiamo conto. E da questo, se fatto bene, nasce il ‘rush’ di comperare l’ultimo cartamodello e l’ultima stoffa senza neanche pensare. Sta a noi capire da dove nasce e imparare a riusare la testa.
    Per quanto riguarda il plagio, invece, non mi sento di prendere una parte o l’altra. Quello di cui mi sono resa conto ultimamente, anche nel mio processo creativo, e’ che siamo bombardati cosi tanto da informazioni (pinterest, vetrine dei negozi, riviste, etc.) che le nostre idee non sono piu’ poi cosi originali. Mi sono resa conto un po’ di tempo fa, volendo fare un vestito, e mi sono ritrovata esattamente a replicare un’immagine che avevo pinnato un sacco di tempo prima e non ero andata a rivederla! Si era probabilmente stampata nella mia testa. Possiamo chiamarla copiatura? Difficile dirlo.
    Grazie per questo post di riflessione, me l’ero perso e sono contenta di averlo trovato.

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    1. Grazie per il tuo commento e scusa per averti risposto solo ora. Sono d’accordo con la tua analisi sul business e product placement. Sarebbe ormai un po’ naive pensare che ci siano soltanto persone che ‘vendono’ per hobby.
      Sul bombardamento di informazioni e’ vero…anche io ho avuto l’esperienza. A volte pero’ e’ piu’ studiata ;o)

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  22. I was sad to read your very thoughtful post. I don’t keep up with many of the controversies in the online sewing world — I just stay in my little sewing blog bubble! I haven’t sewn indie patterns because I haven’t seen any designs that are innovative or interesting enough to pay what they cost and I am very careful to check the measurements of each pattern piece for the Big 4 patterns because I have been burned in the past with inconsistent sizing. I hope you aren’t too disillusioned, as this type of thing seems to happen a lot in life. The best is to acknowledge it, learn from it and strive to be better that those dishonest folks.

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  23. Ciao Silvia ho letto e riletto il tuo post e devo dire che hai smosso un bell’argomento. Io parlo da neo blogger ma da cucitrice come dico io “tradizionale”. Dico tradizionale perchè da 8 anni sono appassionata di cucito e creo per me e per gli altri e da pochissimo ho scoperto il mondo dei blog e soprattutto dei designer di cartamodelli indipendenti. Devo dire che è un mondo che mi affascina molto e che spero magari un giorno di riuscire a creare un qualcosa di mio…Il problema è che si rischia davvero di cadere nel banale o ancor peggio nel plagio a causa delle miriadi di cose e idee che ci sono ormai soprattutto nel mondo della moda e del cucito, credo che come in molti ti abbiano già detto non sia facile creare un qualcosa di nuovo, a mio avviso è ormai impossibile…però quello che possiamo e dobbiamo fare secondo me e non perdere mai la testa per correre dietro alla massa e soprattutto non perdere mai il cuore e la passione per il nostro lavoro…solo così possiamo creare delle cose uniche perchè portano il nostro marchio quello che ognuna ha dentro di se…
    Il mondo dei cartamodelli indipendenti è molto bello e vario ma spesso io mi soffermo prima di “procedere con l’acquisto” perchè come dici tu a volte lo abbiamo già, ho basta fare una sola modifica per averlo. Come in tutte le cose io credo che solo chi lavora con passione e ci mette davvero farina del suo sacco alla fine poi raccoglierà quello che è giusto che sia…ricordiamoci che il successo facile e veloce è poi altrettanto facile e veloce a svanire!

    Spero di non essere andata troppo fuori argomento e di essermi fatta capire…Io adoro il cucito, vivo di cucito ogni giorno e ci tengo veramente tanto a far si che venga rispettato il lavoro, l’impegno e soprattutto la passione di chi lo fa davvero!!!

    A presto ^_^ !!!

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    1. Francesca, grazie mille per le tue riflessioni. Mi piace avere la prospettiva di chi come te lavora nel settore. Purtroppo credo che la realta’ delle cose e’ che quando una passione diventa lavoro bisogna perdere un po’ il cuore e pensare business. In quel caso, metterci troppo cuore non funziona sempre….e qui mi rendo conto di essere andata io fuori argomento…altre lettere mi hanno fatto riflettere su quest’aspetto ;o) Magari ne parliamo di persona al meetup!

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  24. Ciao Silvia, mi sono affacciata da poco tempo sul mondo della sartoria, ma le tue riflessioni non mi stupiscono molto. In ogni settore oggi è difficile essere creativi al 100%. Ma il punto che tocchi è forse più dolente, parli di onestà intellettuale. Quello che posso dire è che non dovrebbe mai mancare e se non c’è credo sia giusto farlo notare. Se è stato un errore di valutazione, e la persona era in buona fede, gli sarà utile per migliorarsi, altrimenti… se l’è meritata una bella critica. Il mondo della rete dovrebbe servire anche a questo, a smascherare 🙂

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    1. Benvenuta in questo mondo allora! In realta’ come forse scoprirai fino ad ora i blog di cucito sono sempre stati piuttosto edulcorati…non si trovano molte critiche. Quindi questo caso e’ stato un po’ unico nel suo genere. Spero che serva a noi tutti per ricordarci che la sincerita’ e’ importante. Grazie ancora

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